Željko Obradović
Quando sei un allenatore sai già che la gente ti giudicherà, e parlo di tanta gente; i primi sono i tifosi, poi ci sono i giornalisti, la televisione, gli staff delle altre squadre. E con il giudizio, qualcuno ti può dire che sei sbagliato, che non gli piaci. Io so perfettamente quando sbaglio, e nessuno potrà mai criticarmi in maniera più severa di quanto faccia io stesso. Per questo credo molto nello staff, nel gruppo ristretto, tre-quattro persone al massimo. Quando voglio avere un’opinione che vada oltre la mia, so che posso chiedere a loro. In realtà il processo decisionale è molto semplice, tenendo conto che non si può pensare di non avere mai sbagliato. L’importante è la buona fede, la buona intenzione che anima questo processo.
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Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 155)
