Predrag 'Saša' Danilović
Di sicuro quando mi unii alla prima squadra non dovetti piegarmi ai miei compagni, o cambiare il mio atteggiamento, perché benché li rispettassi e gli volessi bene, in campo giocavo come dicevo io senza sentire alcun timore reverenziale. Se era il caso mi facevo rispettare, perché loro mi conoscevano, sapevano com’ero e mi accettavano. Si prendevano cura di me, in sostanza, proprio come pochi anni dopo la mia generazione si prese cura dei giocatori più giovani.
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Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 256)
