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Ball

Dino Rađa

(...) dopo qualche mese mi sono reso conto che non riuscivo a giocare come giocavo prima, non stavo bene, e in quel momento ho fatto la scelta più importante della mia vita. Ho telefonato al mio preparatore atletico di Spalato, che si chiamava Mirko Prolo, e gli ho chiesto quanti soldi stesse guadagnando col suo lavoro attuale; poi gli ho offerto tre volte di più purché venisse a lavorare con me. Sono stato, penso, il primo giocatore di ogni sport di squadra che ha fatto questa mossa, prendere una persona full time per lavorare con me. Oggi sembra una cosa comunissima, quasi banale, ma nel 1990 non lo era affatto. Ma era la tradizione italiana a essere diversa dalla nostra, rispetto a noi anche i grandi giocatori italiani non lavoravano granché, proprio per questo li abbiamo sempre battuti con la Nazionale.
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Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 178-179)
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