Bogdan Tanjević
È stato questo il segreto del successo della Jugoslavia, le generazioni si incrociavano; prima i pionieri, e poi Ćosić con Skansi, Šolman, Simonović, Plećaš, ma dopo di loro Dalipagić, Slavnić, Delibašić, Kićanović, Jerkov! Era un progetto di civiltà che continuava a crescere con l’aiuto dello stato e dei dirigenti, figli spirituali di Danilo Knežević: per esempio, con gli anni e grazie a un signore sloveno chiamato Jamnik, anche i giocatori di basket poterono finalmente avere appartamenti statali, e con loro gli altri atleti top dei cosiddetti sport minori. A parte gli aiuti dallo stato, nella pallacanestro avevamo dalla nostra tanti ragazzi dalle buone doti fisiche, ma anche la progettualità e la pazienza ci aiutavano. Per esempio, quando ero giocatore a Belgrado abbiamo scoperto Rajko Žižić, un due metri e dieci enorme, un fisico scolpito, che però non sapeva giocare per niente. Ma nessuna paura, lo abbiamo messo ad allenarsi due volte al giorno e nel giro di qualche tempo è potuto entrare in prima squadra e poi addirittura in Nazionale! Rispetto a molti giocatori americani che tuttora crescono in condizioni molto difficili e usano lo sport per affrancarsi, noi non abbiamo mai avuto letteralmente fame, o l’esigenza di risolvere la nostra condizione sociale con lo sport. In Jugoslavia non esistevano i ghetti, ma esisteva l’intelligenza per scegliere il percorso migliore per arrivare al successo. La pancia non aiuta nel prendere le decisioni, specie a livello di dirigenti o allenatori; né serve la rabbia, come diceva il nostro Mate Parlov, grande campione olimpico di pugilato. Arrabbiarsi è pericoloso, la voglia di vendicarsi può accecare e provocare disastri. Invece la nostra straordinaria cultura ci ha sempre aiutato, eravamo gente modesta ma avevamo tantissime case editrici, e librerie, e il sistema scolastico funzionava alla perfezione, creando élite capaci di guidare il resto del paese!
Damir Šolman | Danilo Knežević | Dragan Kićanović | Dražen 'Praja' Dalipagić | Krešimir Ćosić | Ljubodrag Simonović | Mate Parlov | Mirza Delibašić | Nikola Plećaš | Pero Skansi | Rajko Žižić | Yugoslavia | Zoran 'Moka' Slavnić | anger | basketball | culture | development | generations | management | society | strategy | Željko Jerkov
Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 35-36)
