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Ball

Bogdan Tanjević

Tornando a Belgrado, all’OKK giocava con me la prima leggenda del basket jugoslavo, il grande rosso Radivoj Korać cui per moltissimi anni è stata intitolata la seconda coppa europea. Era più grande di me di nove anni ed era uno studente-atleta, visto che frequentava ingegneria elettronica all’università di Belgrado. Come giocatore era un talento fisico naturale; velocità, elevazione, a 197 centimetri giocava da ala forte ma nessuno poteva fermarlo, era capocannoniere di tutte le manifestazioni cui partecipava, e poi era una persona fantastica, da veterano un esempio per noi ragazzi. Oltre a quello che studiava, era appassionato di tutto, aveva una cultura spaventosa e ovviamente a Belgrado era un personaggio conosciutissimo. Frequentava tutte le prime dei migliori teatri della città, ma al contrario degli altri non si presentava in giacca e cravatta. Lui, come Marchionne cinquant’anni dopo, portava sempre e solo dei maglioncini comprati in Italia, e scarpe rigorosamente Clarks, le polacchine. Ed era influente, carismatico, un esempio per noi “pici”
OKK Beograd | Radivoj Korać | basketball | culture | talent
Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 22-23)
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