Željko Obradović
Io ho avuto un grande giocatore come Gigi Datome, adesso ne ho un altro come Kevin Punter, ma perché sono bravi? Perché hanno la mentalità giusta, perché amano la pallacanestro. Ho nominato Punter capitano perché è sempre il primo ad arrivare in palestra e l’ultimo ad andare via; Gigi Datome, quando era mio giocatore al Fenerbahçe, arrivava prima dell’allenamento, mi prendeva da parte e mi diceva: «Parlami, raccontami com’era Bodiroga, com’era questo, com’era quello», e lo stesso faceva Bogdanović, questa è la testa che deve avere un giocatore di pallacanestro. A volte i giocatori hanno bisogno di tempo, di maturare, di capire, non è facile ottenere tutto subito. Non è facile soprattutto in questi tempi, con il telefonino e tutto quello che ci gira attorno. Oggi i giocatori sono molto soli, e da un certo punto di vista lo vogliono loro stessi; in squadra da me hanno chiesto di dormire da soli nelle trasferte, io ho acconsentito ma ho preteso che la prima colazione, il pranzo e la cena siano fatti insieme e senza il cellulare, in modo che parlino tra loro e diventino un gruppo.
Bogdan Bogdanović | Dejan Bodiroga | Fenerbahçe | KK Partizan Beograd | Kevin Punter | Luigi Datome | attitude | basketball | loneliness | mindset | smartphones | team spirit
Libro: 'Jugobasket. Tre generazioni leggendarie' (pag. 163)
