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Intervista con Silvano Morelli - Seconda parte

Approfondimento: metodi e miglioramento

Ciao Silvano
Nella prima parte dell'intervista hai accennato a un metodo di insegnamento del mini basket, che hai chiamato 'globale ludico': hai parlato da un lato di giochi che portano i bambini a prendere delle decisioni, talvolta magari a discapito della necessaria correzione analitica che aiuta nell'insegnamento della tecnica. Puoi approfondire questo aspetto che mi sembra cruciale (anche con esempi se lo ritieni utile)?

Per metodo “globale” intendo un metodo che non focalizza mai l’attenzione su un movimento singolo ma propone lo stesso movimento in forma globale per poi gradatamente arrivare all’analitico. Per “ludico” intendo proporre esercizi dove sono ben marcati gli obiettivi dei fondamentali ma proporli in forma ludica di gioco o di gare competitive, partendo da un 100% per i più piccoli (6/7 anni) e diminuendo progressivamente andando avanti ma senza mai scendere sotto il 30/40%.

Man mano che si progredisce sia con l’età che con le capacità si propongono esercizi dove, naturalmente con gradi di difficoltà differenti, i bimbi debbano prendere delle decisioni, valutare la situazione e rispondere di conseguenza, naturalmente se sbagliano ci deve essere sempre la correzione immediata. Per esempio nel 2 contro 1: saper valutare la posizione del difensore e del compagno per agire al meglio.

Un altro punto emerso nello scambio precedente: ritieni che l'apprendimento della tecnica possa raggiungere un livello più alto iniziando in giovane età, o la correlazione è debole? A volte vediamo giovani giocatori tirare benissimo già a 10 o 11 anni, altre volte però migliorano rapidamente anche intorno ai 14, 15 o pure più avanti. Cosa ne pensi, esistono delle 'barriere' di età, al di là del fatto che ogni giovane ha caratteristiche specifiche sia sul piano fisico che su quello mentale?

Sicuramente iniziare in età precoce, penso che possa portare vantaggi al miglioramento della tecnica, specialmente nella meccanica del tiro. É mia opinione personale che non esiste un limite di età per migliorare, ma come hai fatto rilevare, subentrano poi delle dinamiche che coinvolgono la personalità del giocatore come: INTERESSE SPECIFICO, VOLONTÁ DI IMPARARE E PROGREDIRE, CAPACITÁ MOTORIE, INTELLIGENZA e PREDISPOSIZIONE AL GIOCO.

A me pare che un fondamentale in cui iniziare da piccoli aiuta, a volte sottovalutato, sia quello del passaggio. Forse perchè il passaggio richiede di capire anche il movimento degli altri e quindi implica delle capacità di visione e analisi motoria, che magari richiedono più sviluppo. Vedo giocatori che iniziando dopo i 14 anni faticano non tanto a passare bene la palla, quanto a vedere linee di passaggio (una capacità a cui presto grande attenzione). Cosa ne pensi?

A questa domanda ti sei risposto tu adeguatamente, io la penso esattamente come te e fai molto bene a lavorarci sopra con più attenzione.

Dal mio punto di vista, quello su cui un allenatore di pallacanestro giovanile si dovrebbe concentrare (pensiamo anche agli anni dopo il mini basket) è il miglioramento dei giocatori e delle giocatrici, soprattutto sui fondamentali, sulla lettura delle situazioni di gioco, e sulla comprensione dell'importanza di aiutarsi l'un l'altro: i risultati, se arrivano, vengono come conseguenza della creazione di un gruppo che sa 'fare squadra'. Qual è il tuo punto di vista, su cosa occorre concentrarsi di più?

Esatto, dopo il mini basket gli obiettivi sono:
1. miglioramento nei fondamentali individuali
2. sacrificio in difesa
3. aiuti reciproci
4. comprensione e coordinamento coi compagni.


Tutte queste componenti mirano a formare una “SQUADRA”. Secondo me non c’è un punto specifico su cui concentrarsi ma è bene lavorare equamente su tutti.

Il miglioramento è multiforme: da un lato può interessare diversi aspetti della crescita del giovane, non solo tecnico ma anche emozionale, relazionale e psicologico, dall'altro si può verificare in maniera diversa in diversi giovani. Cosa ci puoi dire a riguardo, come bisogna porsi da istruttore o allenatore?

Su questa domanda ti rispondo in base alla mia esperienza. Come allenatore o istruttore puoi avere delle responsabilità sul miglioramento tecnico: per quanto riguarda gli altri aspetti dipende molto dal rapporto che sei riuscito ad instaurare con l’allievo, poi dipende molto dalla personalità e dal carattere dell’individuo. Ho avuto esempi di ragazzi che a un certo punto non valevano niente poi, improvvisamente, è scattato qualche cosa nella loro mente e sono diventati fortissimi, di contro altri bravissimi agli inizi e poi improvvisamente hanno abbandonato perché non avevano più interesse.

Miglioramento individuale e di gruppo: che relazione vedi tra i due come istruttore?

Sono due tappe importanti nella progressione didattica. Prima l’individuale poi il gruppo altrimenti non esiste SQUADRA.

Oggi sei ancora coinvolto in squadre giovanili e nell'ultima stagione avete vinto un campionato regionale femminile: come siete arrivati a questo risultato, come si è sviluppata la stagione?

Devo confessarti che il merito non è solo mio ma principalmente dell’altro allenatore al quale io ho fatto da aiuto contribuendo comunque alla trasformazione del gruppo in squadra. Siamo partiti a settembre 2022 con un gruppo abbastanza eterogeneo come capacità (2/3 bimbe più avanti tecnicamente mentre altre appena uscite dal mini basket). C’è stato moltissimo lavoro sui fondamentali individuali (palleggio, passaggio, tiro e difesa). Il gruppo ha reagito molto bene e a marzo il divario tecnico si era ridotto moltissimo. Devo dire che è un gruppo molto coeso e affiatato anche a livello di genitori, pertanto tutto è facilitato.

Se è vero che anche come allenatori non si smette mai di imparare, che cosa hai imparato nel corso dell'ultima stagione?

Se mi conosci, sai benissimo che non sono un presuntuoso che pensa, anche se ho una certa età, di sapere tutto sul basket. Il basket cambia e si evolve e bisogna sapersi adeguare, in questo anno assieme al mio collega allenatore ho imparato che il rapporto umano con gli allievi/e è fondamentale per ottenere da ognuna il massimo.

Personalmente ho imparato l'importanza del vedere e del tracciare un percorso che si vuole seguire con la squadra, anche se magari può comportare delle difficoltà quando i risultati non arrivano subito. Vedere un percorso sia per i singoli che per il gruppo, con certe idee sul come si vuole giocare, e portarlo avanti anche con adattamenti in corsa, rallentando e accelerando nell'insegnamento quando necessario. Ti sembra un'idea condivisibile?

Bravo Nicola hai colto esattamente l’essenza dell’insegnamento che vale non solo per il basket ma per tutto. Sono orgoglioso e nello stesso tempo contento di averti avuto come allievo e penso, ma lo vedo dalle tue domande, di averti lasciato quel sacro spirito di trasmettere ai giovani la voglia di crescere attraverso la pratica di una disciplina sportiva.

Ti ringrazio per questa seconda serie di risposte.
Nicola

Spero che queste mie risposte possano esserti utili per la tua carriera di allenatore.
Ti ricordo sempre con grande affetto. Un grosso abbraccio.
Silvano

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