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Intervista con Silvano Morelli - Prima parte

M. B. Giuriati: origini, principi, considerazioni

Ciao Silvano
Quando e dove hai iniziato con la pallacanestro? E con il Mini Basket?

Io ho iniziato a 12 anni (1957) a La Spezia nel Dopolavoro Ferroviario. Allora non esisteva il Mini Basket e mio padre era ferroviere pertanto provai quella nuova esperienza. Con il Mini Basket iniziai a Milano per gentile concessione del Cav. Tricerri che mi accolse e mi fece fare l’aiuto di personaggi come Taurisano e Bianchini, correva l’anno 1965.

Come arrivasti al Giuriati di via Valvassori Peroni?

Al Giuriati ero entrato come aiuto nel Mini Basket del Prof. Fadda, poi come istruttore del Centro Mini Basket Milano del Cav. Tricerri. Poi un giorno il Cav. mi chiama e mi propone di diventare il responsabile del Centro al Giuriati. Mi ricordo ancora adesso quello che mi disse: “Se sei bravo continuerai ad avere allievi altrimenti...”. La mia avventura è durata fino al 2015.

Per quanti anni hai insegnato a Milano e dove insegni ora?

In 45 anni di attività non mi ricordo certamente il numero ma posso dire che sono tanti bambini che sono usciti più o meno bravi dal Centro M. B. Giuriati. Adesso, che sono rientrato a La Spezia, insegno ancora M. B. per la società S.B.D.B. (Scuola Basket Diego Bologna).

Quando si parla di 'Mini Basket' in Italia, a quali età si fa riferimento?

Quando ho cominciato io l’età del M. B. era tutto il ciclo elementare più il primo anno delle medie, cioè dai 6 agli 11 anni (5 contro 5 con canestri bassi). Più o meno lo è ancora adesso (4 contro 4 con canestri bassi), solamente nel primo anno di medie (siamo ancora sotto l’egida del Comitato Nazionale M. B., ma si gioca 5 contro 5 e con il canestro alto).

Quali sono le cose più importanti da insegnare in questa fascia di età?

Secondo me il primo obiettivo da perseguire non deve essere la tecnica, ma cercare di infondere al bambino la gioia di venire in palestra per imparare cose nuove con nuovi compagni di avventura.

Se dico 'divertimento, socialità, educazione, sviluppo motorio, tecnica e competizione' in un ambiente di Mini Basket, quali sono le tue considerazioni?

Sicuramente le prime quattro mi trovano perfettamente d’accordo: sulla tecnica e competizione sarei dell’avviso di proporle gradualmente tenendo conto delle capacità del gruppo.

Hai idea di quanti dei tuoi giocatori hanno continuato a giocare fino all'età adulta?

Non ho seguito personalmente le carriere sportive dei miei allievi, ma penso comunque che qualcuno sia arrivato in alto.

Immaginiamo un bambino che inizi a giocare all'inizio delle scuole elementari, e continui l'intero ciclo di Mini Basket: che tipo di conoscenza del gioco sviluppa nel corso di questi anni? Possiamo parlare alla fine del ciclo di un giocatore a suo modo 'completo'?

Dipende molto dalle capacità personali del bambino. Ci sono bambini dotati fisicamente ma svogliati e poco attenti pertanto il loro percorso al termine non sarà completo. Di contro bambini fisicamente gracili ma con una volontà ferrea ed un impegno assiduo, allora questi arriveranno alla fine con un bagaglio completo.

Immaginiamo poi un secondo ragazzino che si aggreghi alla squadra del primo giocatore solo in prima media: quali difficoltà incontrerebbe? Non mi riferisco solo ai fondamentali, alla comprensione delle regole, ma anche alla comprensione dinamica del gioco, allo stare in squadra…

Anche in questo caso non possiamo generalizzare, dipende tutto dalla voglia (mentalità, disponibilità e spirito di sacrificio) del soggetto di colmare le lacune.

Io ritengo, forse esagerando un poco, di avere imparato il 70%, forse l'80% di ciò che so sulla pallacanestro, nei primi 5 anni, quelli del mini basket. In quegli anni ho anche sviluppato una visione di cosa significhi per me un giocatore 'completo'. Come valuti questa mia affermazione? Certo sono consapevole del fatto che uno possa iniziare a 12, 15 anni o in età maggiore, e noi oggi alleniamo giocatori che spesso cominciano 'tardi', ma vedo sempre la differenza con un giocatore che ha iniziato entro gli 8 o i 10 anni, forse perchè a quell'etá si impara diversamente? Sono curioso di sapere cosa ne pensi tu.

Se pensi di essere arrivato a quelle percentuali di apprendimento, indirettamente mi stai facendo un complimento. No Nicola, io penso che in quell’arco di tempo si impara, oltre alla tecnica, ad amare il basket in tutte le sue componenti educative e formative; è sicuramente un abbozzo che verrà completato con la crescita e la frequenza assidua in palestra, comunque sono d’accordo con te che iniziare a 6, 8 anni possa portare ad avere un bagaglio tecnico e mentale superiore .

Come è cambiato il mini basket da quando giocavamo noi con te nei primi anni '80 ad oggi, ossia negli ultimi 40 anni?

É cambiata tanto la metodologia di insegnamento: 40 anni fa il metodo era misto, analitico e globale in uguale misura, si partiva dall’analitico per arrivare al globale senza trascurare l’insegnamento dei fondamentali classici. Oggi l’insegnamento è orientato esclusivamente al globale ludico trascurando un poco i fondamentali .

Questo è un aspetto molto interessante, che forse merita di essere approfondito. Cosa intendi esattamente per 'metodo globale ludico', in opposizione a 'metodo misto analitico e globale'? Puoi spiegarci più in dettaglio?

Oggi si predilige il metodo 'globale ludico' da me definito, perchè si propongono giochi ed esercizi che coinvolgono totalmente il gruppo di bambini cercando sí di far prendere loro delle decisioni e quindi di farli ragionare, ma trascurando, mi pare, un poco la correzione analitica, cioè più particolareggiata, del movimento. I risultati sono che i bimbi al termine del ciclo Mini Basket si sono divertiti moltissimo ma hanno acquisito meno tecnica specifica che invece avevano ed avevate quando facevi tu il Mini Basket.

Come sono cambiati i genitori, le loro aspettative, le pressioni esercitate sui piccoli giocatori? La mia opinione è che alcuni genitori imbarazzavano i figli allora, e lo fanno ancora oggi (tanti altri sono bravissimi, intendiamoci...)

Hai ragione, noto anche io che il rapporto di alcuni genitori (non tutti) è uguale a quello degli anni '60/'70.

Hai mai allenato giocatori più grandi, in età da basket?

No senior mai, sono arrivato al massimo agli Under 16.

Ricordo come oggi il giorno in cui a settembre trovammo le linee da tre punti, appena aggiunte al nostro campo, e tu che tiravi una 'bomba' davanti a noi incuriositi. Guardando il gioco oggi, sembra incredibile quanto quel cambiamento abbia influenzato e trasformato il gioco. Ci sono tante squadre, la stessa Olimpia oggi, per cui il tiro da 3 è assolutamente centrale, e le percentuali dall'arco determinano vittorie e sconfitte. Quali sono le tue considerazioni a riguardo?

Molto del regolamento è cambiato (tiro da 3 punti, 24 secondi, 8 secondi per superare la metà campo). Molti criteri arbitrali sono cambiati dai miei tempi, per esempio l’uso dei blocchi, i falli intenzionali, i falli antisportivi, i passi con il passo 0. Tutto questo per velocizzare il gioco e non renderlo noioso.

Qual è secondo te il livello del sistema mini basket, e del sistema basket in Italia oggi? Rispetto ad altri Paesi?

Mi è capitato di essere a cena con Maurizio Cremonini responsabile del M. B. in Italia e parlando delle realtà di altri paesi, mi ha detto che la nostra organizzazione del M. B. è sicuramente all’avanguardia in Europa. Per quanto riguarda il basket grande, basta vedere i risultati delle Nazionali maschile e femminile e di molte giovanili per essere contenti del sistema.

Riguardo al basket 'adulto': certo ora siamo tornati a giocare Mondiali e Olimpiadi, sicuramente un buon risultato vista la fase precedente. Tuttavia, leggendo un libro di Meo Sacchetti (capo allenatore della Nazionale maschile fino al 2022), lui nota come ai suoi tempi l'Italia maschile raggiunse l'oro agli Europei nel 1983, l'argento olimpico nel 1980. Oggi la competizione internazionale è forse più alta e più variegata, ma pensi che il nostro livello sia un po' sceso nel corso degli ultimi 30 anni?

Io penso che non dobbiamo valutare se siamo migliorati o peggiorati negli ultimi 30 anni, non è sicuramente il metro giusto. Io penso che in questo arco di tempo il BASKET in generale sia molto cambiato: preparazione atletica e fisica dei giocatori, velocità di gioco, regolamento di gioco ecc. La possibilità di poter ingaggiare giocatori stranieri, secondo me, ha elevato la possibilità di migliorare gli allenamenti e quindi di migliorarsi personalmente. NO, per me, non siamo peggiorati ma siamo CAMBIATI in meglio.

Per finire, cosa ricordi degli anni della nostra squadra, che poi vinse il torneo? Meier, Grassi, Di Gennaro, Catullo, Tartufoli, Setola e tutti gli altri. Io credo che tutti noi ancora oggi amiamo il gioco, non se ne esce.

Un grande gruppo anche formato da genitori intelligenti e capaci. Erano anni d’oro e con quelle foto che mi hai inviato mi hai fatto sognare.

Ricordo che alla fine del ciclo al Giuriati, facemmo un provino 'di squadra' all'Olimpia Milano, e sebbene loro ci volessero in blocco, quasi tutti decidemmo di non andarci e di rimanere nella squadra 'di zona'. Penso che oggi una scelta del genere lascerebbe molti a bocca aperta, ma per noi fu normale. Ricordi questa vicenda? Quali furono i tuoi pensieri allora?

Mi pare che l’unico ad andare all'Olimpia fu Meier. Tutti gli altri preferirono restare compatti da veri amici ed io ne fui veramente orgoglioso.

Ti ringrazio e ti saluto.
Nicola Grassini

Nicola se vieni a La Spezia, mi raccomando fatti sentire che ti porto a mangiare pesce buono. Mi raccomando.

Un grosso abbraccio e saluto.
Silvano Morelli

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